FAQ sulla testa del treppiede Flexshooter
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FAQ sulla testa per treppiede Flexshooter
Quando inizi a occuparti della testa per treppiede Flexshooter, di solito non ti chiedi se prenderla o meno, ma piuttosto ti trovi davanti alla famosa domanda: “Sì, ma quale modello esattamente?”. In queste FAQ sulla testa per treppiede Flexshooter raccogliamo le domande tipiche che ci vengono poste più spesso e ti diamo risposte chiare e pratiche, così non devi passare ore a fare ricerche, ma puoi semplicemente uscire a fotografare.
Flexshooter con morsetto a leva o morsetto a vite?
Partiamo dalla base: sulla Flexshooter è montato un cosiddetto morsetto incrociato. Questo significa che puoi fissare in modo sicuro sia il tuo obiettivo con piede per obiettivo o piastra compatibile Arca, sia la tua fotocamera con piastra per fotocamera in stile Arca o L-bracket.
Il morsetto stringe contemporaneamente da quattro lati, tutte e quattro le ganasce si muovono in modo sincrono. Questo garantisce un serraggio molto uniforme e stabile, ma ha un piccolo svantaggio: la corsa di regolazione è relativamente lunga.
Per la versione con morsetto a vite ciò significa concretamente che apri e chiudi il morsetto con una lunga corsa di avvitamento. Funziona in modo affidabile, ma, ad essere sinceri, alla lunga è un po’ macchinoso. Soprattutto quando sei fuori al freddo, magari con i guanti, o quando devi fare in fretta, questa lunga rotazione può diventare fastidiosa.
Proprio per questo nella maggior parte dei casi consigliamo il Flexshooter con morsetto a leva. Qui non devi continuamente avvitare: apri semplicemente la leva, inserisci la combinazione fotocamera–obiettivo e richiudi la leva. Fatto. Non solo è molto più veloce, ma nella pratica dà anche una sensazione di maggiore sicurezza, perché percepisci subito se tutto è scattato correttamente in posizione.
Un altro punto a favore del morsetto a leva: è un po’ più tollerante. Puoi regolare finemente la larghezza di serraggio in modo che la tua fotocamera o il tuo obiettivo siano davvero ben appoggiati e senza gioco sulla Flexshooter, anche se utilizzi piastre in stile Arca diverse tra loro.
Chi utilizza più sistemi o piastre di produttori diversi trae vantaggio da questa piccola ma decisiva flessibilità.
Black Edition o Silver Edition, dov’è la differenza?
La struttura tecnica è identica in entrambe le varianti, la funzione è la stessa, la capacità di carico è la stessa, così come la meccanica. La differenza sta nell’anodizzazione della sfera esterna.
Nella Black Edition la sfera esterna è anodizzata in nero. La Silver Edition presenta un’anodizzazione di colore argento.
Tra le due anodizzazioni non ci sono differenze in termini di stabilità o durata: le superfici sono comparabilmente robuste nell’uso pratico.
Nella pratica, tuttavia, osserviamo una tendenza chiara: i fotografi naturalisti, i fotografi di fauna selvatica e tutti coloro che lavorano molto nel bosco, tra le canne o in ambienti in generale poco appariscenti scelgono, per esperienza, molto più spesso la Black Edition. La sfera nera riflette meno e si nota a malapena in natura, il che può essere un argomento importante per gli animali diffidenti o per un modo di lavorare discreto.
Chi invece lavora più spesso in studio, in architettura o in ambienti urbani, a volte sceglie consapevolmente la Silver Edition, semplicemente perché risalta visivamente e si abbina bene ad altri componenti argentati o metallici.
Dal punto di vista puramente funzionale non c’è alcuna differenza. Entrambe le varianti offrono le stesse prestazioni, la scelta alla fine è una questione di gusto e di ambiente di utilizzo.
Flexshooter Mini o Flexshooter Pro – quale dimensione è quella giusta?
La scelta tra Flexshooter Mini e Flexshooter Pro dipende dalla tua attrezzatura. Entrambe le teste sono performanti, ma sono ottimizzate per esigenze diverse.
Il Flexshooter Mini è eccellente per obiettivi telezoom. Supporta senza problemi i telezoom tipici, ma se la cava anche con ottiche di grandi dimensioni. Esempi sono obiettivi da 600 mm f/4 o 400 mm f/2.8, che il Mini è perfettamente in grado di sostenere.
La particolarità sta nel bilanciamento a molla, che nel Mini è tarato su combinazioni fotocamera–obiettivo piuttosto compatte. Ciò significa che questi set-up si bilanciano in modo molto armonico e sono piacevoli da guidare.
Se però lavori con grandi e pesanti obiettivi a focale fissa e la tua attrezzatura rientra complessivamente nella categoria “massiccia”, allora il Flexshooter Pro è la scelta migliore. Per set-up più grandi con lunghe focali fisse, il bilanciamento a molla del Pro lavora in modo ottimale. L’attrezzatura può essere fatta ruotare e inclinare in modo molto controllato, senza dover lottare continuamente contro il peso.
Naturalmente puoi usare il Pro anche con combinazioni più leggere. Tecnicamente non è un problema. Nella pratica, però, spesso la sensazione è un po’ meno armonica, perché il bilanciamento a molla del Pro è progettato per carichi più elevati e con set-up molto leggeri risulta semplicemente troppo potente. Si può dire che funziona, ma non è davvero piacevole, perché si perde un po’ quella maneggevolezza fine e scorrevole che ci si aspetta da una testa ben abbinata.
Se quindi lavori prevalentemente con telezoom e tele a focale fissa di moderata dimensione, il Flexshooter Mini è di solito la soluzione più equilibrata e piacevolmente leggera. Se invece utilizzi regolarmente grandi e pesanti supertele, difficilmente c’è un’alternativa sensata al Flexshooter Pro.
Cosa si può montare sulla testa per treppiede Flexshooter?
Per questo trovi un articolo sul blog dettagliato.
La risposta breve: tutto ciò che è compatibile con lo standard Arca Style di solito si trova perfettamente a suo agio sulla Flexshooter. Il morsetto incrociato accoglie sia obiettivi con piede adatto sia fotocamere con piastra per fotocamera in stile Arca o L-bracket. Se utilizzi già un sistema Arca, sei quindi subito operativo. In concreto significa: telezoom, lunghe focali fisse, zoom standard classici, fotocamere mirrorless, corpi DSLR con L-bracket, set-up più compatti con piastre più piccole: tutto questo può essere fissato in modo sicuro. L’unica cosa importante è che le piastre siano lavorate correttamente e davvero compatibili con lo standard Arca Style. In tal caso la tua attrezzatura è stabile sulla testa, senza gioco e senza scivolamenti. Chi utilizza più obiettivi con piedi o piastre diversi può usare senza problemi la Flexshooter come base centrale. Cambi semplicemente la combinazione, senza dover ogni volta armeggiare a lungo. Proprio nella fotografia naturalistica o sportiva, quando bisogna essere veloci, questo si rivela un grande vantaggio. E se ti chiedi se il tuo set-up specifico sia troppo esotico: nella pratica constatiamo che la stragrande maggioranza delle combinazioni più comuni si adatta perfettamente, finché rimangono all’interno del sistema Arca.
Perché dovrei scegliere la testa per treppiede Flexshooter?
La Flexshooter è la proverbiale “tuttofare”. Riunisce diverse funzioni in un sistema compatto e ti fa risparmiare non solo peso, ma anche il continuo passaggio da una testa all’altra.
Da un lato, la Flexshooter ha un’altezza costruttiva molto ridotta, il che in pratica significa che il baricentro è più vicino al treppiede. Questo aumenta la stabilità, soprattutto con lunghe focali o in presenza di vento. Allo stesso tempo è già integrata una funzione di livellamento. Non devi quindi montare in aggiunta una base di livellamento o altre soluzioni intermedie per allineare correttamente l’orizzonte.
A ciò si aggiunge la multifunzionalità. La Flexshooter può essere utilizzata come testa a 2 vie, come gimbal e come testa a sfera. In pratica questo significa che con un’unica testa puoi realizzare sia classiche foto di paesaggio sia dinamiche fotografie di animali o scatti con teleobiettivi, senza dover cambiare continuamente sistema. Per soggetti naturalistici, tele e paesaggio, la Flexshooter è quindi particolarmente adatta.
Chi viaggia molto o passa spesso da un soggetto o da una situazione all’altra trae grande vantaggio da questa versatilità. Invece di portare con sé tre teste diverse, porti la Flexshooter e copri così la maggior parte degli scenari che si presentano nella fotografia naturalistica e con teleobiettivi. Questo fa risparmiare spazio nello zaino e riduce il numero di componenti che possono andare persi o danneggiarsi durante il viaggio. In definitiva, la testa per treppiede Flexshooter ti offre una combinazione di ridotta altezza costruttiva, livellamento integrato e vera multifunzionalità come testa a 2 vie, gimbal e testa a sfera. Per tutti coloro che lavorano seriamente con teleobiettivi, soggetti animali e paesaggi e non vogliono avere a che fare con soluzioni traballanti e di compromesso, si tratta di una soluzione molto ben studiata e collaudata nella pratica.
Come funziona il meccanismo di bloccaggio della sfera esterna?
La sfera esterna è dotata di una leva di bloccaggio.
Nel Flexshooter questa leva speciale – spesso chiamata leva di serraggio regolabile o leva a scatto – svolge una funzione ergonomica importante, poiché permette di bloccare la sfera in uno spazio molto ridotto:
Inserita (stato normale):
La leva è saldamente collegata alla filettatura tramite una dentatura interna.
Rotazione verso destra: La sfera viene bloccata (serrata), in modo che la fotocamera rimanga stabile.
Rotazione verso sinistra: Il serraggio viene allentato per poter riallineare la fotocamera.
Estratta (modalità a vuoto):
Quando la leva viene tirata verso l’esterno contro la forza della molla, la dentatura interna si disinnesta. L’impugnatura può ora essere ruotata liberamente senza che la filettatura si muova.
Utilizzo: Questo è particolarmente utile quando, durante il serraggio, la leva urta contro il corpo della testa a sfera o contro la fotocamera. La si estrae, la si porta in una posizione libera, la si lascia nuovamente innestare e si può poi continuare a ruotare per applicare la forza necessaria a fissare la sfera.
In breve: si tratta di una “funzione a cricchetto” che impedisce che la leva sia d’intralcio o urti contro qualcosa e permette di regolare individualmente la posizione della leva per ottenere il pieno stato di bloccaggio della sfera.
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